La leggenda diomedea
Diomede nacque nell’antica città greca
di “Argos Hippium” da Tideo, re dell'Etolia,
e da Deifile, figlia di Adrasto, re di Argo.
Dopo la morte del re Adrasto, Diomede ebbe la signoria di
Argo e diventò re dell’Etolia. Uomo alto e
robusto, egli fu reputato dai greci il più forte
ed il più valoroso in battaglia. Partecipò
alla guerra di Troia, che vinse con arte ed astuzia mirabili.
Dopo l'eccidio compiuto nella città, da lui rasa
al suolo, tornò in patria, adoperando come zavorra
della sua nave le pietre delle mura troiane. Al suo ritorno,
però, scoprì l'adulterio della moglie Egialea
e fuggì con la sua flotta in Occidente. Durante una
tempesta nel mar Adriatico le sue navi si ritrovarono casualmente
presso le isole Tremiti alle quali, una volta sbarcato,
Diomede diede il proprio nome. A questo mitico eroe, definito
da Virgilio “Victor Gargani” è attribuita
la fondazione di molte città della Daunia e del Promontorio,
come Arpi, Lucera, Canosa e Venosa.
Tante sono le leggende sulla sua morte, ma la più
accreditata lo vede morto in un duello con il fratello per
una questione amorosa e, conseguentemente, sepolto nelle
isole Tremiti, nel luogo in cui oggi sorge l’Abbazia.