<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Isole Tremiti &#8211; Isole Tremiti Albergo Rossana Isola di San Domino</title>
	<atom:link href="https://www.isoletremitialbergorossana.it/category/isole-tremiti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.isoletremitialbergorossana.it</link>
	<description>Albergo Rossana Isole Tremiti: hotel dove trascorrere le vacanze alle Isole Tremiti, fascino bellezza della natura selvaggia e mare cristallino</description>
	<lastBuildDate>Tue, 04 Feb 2025 08:47:48 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.9.26</generator>
	<item>
		<title>IL SEPOLCRO ED IL TESORO DI DIOMEDE</title>
		<link>https://www.isoletremitialbergorossana.it/il-sepolcro-ed-il-tesoro-di-diomede/</link>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2017 07:22:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[@admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Isole Tremiti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.isoletremitialbergorossana.it/?p=1421</guid>
		<description><![CDATA[<p>Nel secolo XVI padre Basilio da Cremona, mentre scavava il terreno nel prolungamento dell’isola di San Nicola per impiantare un vigneto, trovò dei resti umani, con accanto lucerne e monete d&#8217;oro e d’argento. Si pensò subito che si trattasse di Diomede, giacché il ritrovamento avvenne nei pressi di un luogo in cui, tempo prima, si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.isoletremitialbergorossana.it/il-sepolcro-ed-il-tesoro-di-diomede/">IL SEPOLCRO ED IL TESORO DI DIOMEDE</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.isoletremitialbergorossana.it">Isole Tremiti Albergo Rossana Isola di San Domino</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="col-md-5">
<h2><img class="alignleft size-medium wp-image-1422" src="http://www.isoletremitialbergorossana.it/wp-content/uploads/2017/01/622___Source-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" srcset="https://www.isoletremitialbergorossana.it/wp-content/uploads/2017/01/622___Source-300x229.jpg 300w, https://www.isoletremitialbergorossana.it/wp-content/uploads/2017/01/622___Source.jpg 680w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></h2>
<p align="justify"><strong>Nel secolo XVI padre Basilio da Cremona</strong>, mentre scavava il terreno nel prolungamento dell’isola di San Nicola per impiantare un vigneto, trovò dei resti umani, con accanto lucerne e monete d&#8217;oro e d’argento.<br />
Si pensò subito che si trattasse di Diomede, giacché il ritrovamento avvenne nei pressi di un luogo in cui, tempo prima, si diceva fosse stato scoperto il tesoro del leggendario eroe.</p>
</div>
<p align="justify">
<div class="col-md-5">
<h2></h2>
<p align="justify"><strong>Molti scrittori narrano</strong> che i greci seppellirono Diomede proprio nelle Isole Tremiti, ma finora nessun ritrovamento si è rivelato essere con certezza il suo corpo, forse perché il sepolcro fu impiantato su di un picco a piombo sul mare che in seguito sprofondò disperdendosi tra i flutti.<br />
Spesso si è pensato che si tratti solo di una leggenda, e che sia inutile affannarsi a cercare questo sepolcro, ma se tanti studiosi ne hanno parlato, molto probabilmente qualcosa di vero c’è.</p>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.isoletremitialbergorossana.it/il-sepolcro-ed-il-tesoro-di-diomede/">IL SEPOLCRO ED IL TESORO DI DIOMEDE</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.isoletremitialbergorossana.it">Isole Tremiti Albergo Rossana Isola di San Domino</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>ABBAZIA DI SAN NICOLA</title>
		<link>https://www.isoletremitialbergorossana.it/abbazia-di-san-nicola/</link>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2017 07:20:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[@admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Isole Tremiti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.isoletremitialbergorossana.it/?p=1417</guid>
		<description><![CDATA[<p>Abbazia di San Nicola « L&#8217;Abbazia di San Nicola, fondata nell&#8217;VIII secolo, appartenne in un primo tempo ai monaci benedettini che vi giunsero dalla celebre Abbazia di Montecassino. Non si può dire che quei fraticelli fossero delle paste di uomini. La vita stessa che erano costretti a fare, soli, in mezzo al mare, fra pirati [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.isoletremitialbergorossana.it/abbazia-di-san-nicola/">ABBAZIA DI SAN NICOLA</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.isoletremitialbergorossana.it">Isole Tremiti Albergo Rossana Isola di San Domino</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Abbazia di San Nicola<br />
« L&#8217;Abbazia di San Nicola, fondata nell&#8217;VIII secolo, appartenne in un primo tempo ai monaci benedettini che vi giunsero dalla celebre Abbazia di Montecassino. Non si può dire che quei fraticelli fossero delle paste di uomini. La vita stessa che erano costretti a fare, soli, in mezzo al mare, fra pirati turchi e pirati dàlmati, li rendeva dei tipi quanto mai difficili.</p>
<p>Poco dopo essersi insediati nell&#8217;isola, si proclamarono indipendenti da Montecassino e si costituirono in repubblica, o qualcosa di simile. Immediatamente, papa Alessandro II promosse un&#8217;inchiesta e inviò alle Trèmiti un certo abate Desiderio il quale, avendo constatato che proprio ìl padre superiore, il padre Adamo, era stato il promotore della rivolta, lo sostituì con tale abate Trisimondo.</p>
<p>Ma i « dolci » fraticelli si ribellarono anche a. Trisimondo. Costui, però, domati gli insorti, si ribellò a sua volta a Montecassino che mandò giù a sistemare le cose un altro frate, padre Ferro.</p>
<p>Padre Ferro, come i suoi predecessori, non tardò ad essere preso dalla voglia dell&#8217;indipendenza e insorse anche lui contro Montecassino. Finché anche il papa perdette la pazienza e nel 1236 fece espellere dalle Trèmiti i Benedettini, sostituendoli coi Cistercensi. Questo per dire che razza di uomini erano gli abitanti di San Nicola ottocento anni or sono.</p>
<p>I Cistercensi, invece, erano dei sant&#8217;uomini, ma come sempre succede nelle cose di questo mondo, toccò proprio a loro, se vi furono colpe e malefatte, di scontarle per tutti. Fu un &#8216;fattaccio che per trovare l&#8217;uguale bisogna risalire al cavallo di Troia.</p>
<p>Dopo duecento anni di amministrazione benedettina, l&#8217;abbazìa aveva accumulato ricchezze favolose, tesori immensi e grandi proprietà terriere e immobiliari anche sulla riva gargànica che sta di fronte alle Trèmiti. Sulle due coste adrìatiche era noto a tutti che l&#8217;Abbazia fortezza di San Nicola nascondeva una colossale for-tuna ma, mentre dalla parte dell&#8217;Italia a nessuno passava per la mente di attaccare l&#8217;isola e di depredare i suoi frati, dalla parte opposta invece, nella Dalmazia, i marinai dei dintorni di Spalato e in particolare quelli di Almissa, decisero di intraprendere un&#8217;azione corsara contro l&#8217;Isola di San Nicola e contro i frati.</p>
<p>L&#8217;impresa, si sapeva, non sarebbe stata facile, anche se i Benedettini non c&#8217;erano più. Si sapeva che le fortificazioni rendevano inespugnabile l&#8217;isola e non si era ben sicuri che Ì Cistercensi fossero molto diversi, come spìrito guerriero, dai Benedettini di un tempo.</p>
<p>Coi • Benedettini ci sarebbe stato poco da fare. Erano furbi e coraggiosi, e poi erano dei politici. Avevano sgominato i Turchi alleandosi ai Dàlmati, poi avevano vinto i Dàlmati associandosi ai Turchi e infine, coi Turchi e i Dalmati insieme, avevano dato addosso agli Slavoni. Ma di che pasta fossero i Cistercensi nessuno ancora Io sapeva.</p>
<p>Ad ogni modo, i corsari di Almissa, pur dando inizio alla loro impresa con alcune barche da guerra e con un numero di uomini sufficiente, si proposero di agire più con la furbizia che con la forza.</p>
<p>In un giorno imprecisato del 1321, essi arrivarono, indisturbati, alla rada di San Nicola.</p>
<p>Due uomini, che sembravano pescatori, scesero subito a terra e, facendosi a .piedi tutta la lunga rampa che anche oggi si deve percorrere per arrivare dalla spiaggia all&#8217;abbazia, si presentarono al padre superiore dicendosi cristiani. Era successa una disgrazia in mare, dicevano. Un loro compagno era motto all&#8217;improvviso e ora bisognava celebrare le sue esequie alla maniera cristiana.</p>
<p>I due dàlmati vestiti da pescatori singhiozzavano come bambini, raccontando la storia del loro compagno morto improvvisamente in mezzo al mare. Se fossero andati avanti un altro poco il padre superiore, certo, si sarebbe messo a piangere anche ]ui. Era un cìstercense, non un benedettino.</p>
<p>Egli, infatti, si commosse presto e dette senz&#8217;altro le disposizioni necessarie. Ordinò a sei frati che accendessero sei ceri e che scendessero giù alla spiaggia per ricevere la salma del cristiano. Intanto, nella chiesa, gli altri frati avrebbero preparato un bel catafalco.</p>
<p>Era ormai tramontato il sole (i pirati avevano studiato l&#8217;ora più opportuna per la riuscita dello stratagemma) e i sei fraticelli che scendevano a due a due verso la spiaggia illuminavano coi brevi bagliori dei loro ceri le poderose fortificazioni.</p>
<p>Quando i sei frati giunsero sulla riva del mare, la notte era ormai fatta e si presentò ai loro occhi una scena davvero toccante. Le torce illuminavano le tre barche guerriere affiancate con la prua al vento. Sulla poppa della nave di mezzo stava la bara del povero « morto », che era grezza, di quattro assi inchiodate. Le ciurme erano in piedi sulle murate e nessuno avrebbe detto che si trattava di ciurme corsare della Dalmazia, tanto era intenerito e pietoso il loro aspetto intorno al corpo del compagno scomparso.</p>
<p>I frati dettero un&#8217;occhiata alla cassa, trovarono che tutto era a posto e consentirono al suo trasporto sulla spiaggia.</p>
<p>Ora bisognava disporre per la processione, e anche a questo pensarono i sei frati.</p>
<p>Un primo gruppo di corsari apriva il corteo. Veniva poi la cassa del « morto » portata a spalle da alcuni marinai. Seguivano i sei fraticelli, sempre coi loro ceri accesi, e il ,,corteo era chiuso dalla restante ciurma di cui ogni uomo recava una fiaccola con la mano destra.</p>
<p>La mano sinistra tutti la tenevano in tasca, ma il particolare sfuggi ai sei fraticelli. Infatti essi pregavano con la massima compunzione, e anche la ciurma pregava, sia pure a modo suo, mentre qualcuno dei corsari piangeva sommessamente o era agitato da profondi singulti.</p>
<p>L&#8217;eco dei pianti e delle giaculatorie arrivava fin su all&#8217;abbazia dalle cui mura tutti i frati del convento, sporgendosi verso il mare, seguivano l&#8217;avvicinarsi del corteo, alla luce delle fiaccole, lungo la ripida scarpata. Per loro, un morto forestiero nell&#8217;isola era una grande novità; era un fatto che prima non era mai successo.</p>
<p>Il rito cristiano della benedizione della salma era da poco iniziato nella chiesa dell&#8217;abbazia, quando uno della masnada emise un breve ed acutissimo grido di dolore. Era invece, per quei pirati, il segnale di attacco. Le torce furono spente all&#8217;improvviso e nel tempio rimase solamente la luce dei ceri dei frati. Poi, la bara che avrebbe dovuto contenere il morto, si scoperchiò violentemente, ne uscì un demonio di corsaro vivo che non avrebbe potuto essere più spaventoso a vedersi. Ed ebbe inizio il massacro.</p>
<p>I frati erano inermi, mentre i corsari erano armati anche più del necessario. La mano sinistra che nascondevano in tasca, stringeva, infatti, un pugnale.</p>
<p>Alla carneficina sembra che siano riusciti a sfuggire due soli cistercensì, mentre quasi tutto il favoloso tesoro di San Nicola finì nelle stive delle navi corsare.</p>
<p>Per più di trentanni, nessuno, né frate, né laico, ebbe l&#8217;ardire d&#8217;accostarsi alle Isole Trèmiti e ci volle tutta l&#8217;autorità dì papa Gregorio XII per convincere l&#8217;Ordine dei Canonici Regolari Lateranensi a mandare a San Nicola una prima pattuglia di audaci »,</p>
<p>I Lateranensi, per non correre a loro volta gravi rischi, trasformarono il convento in una fortezza che resistette, il secolo seguente, ad un assalto della flotta turca. L&#8217;abbazìa, inoltre, estese i suoi possedimenti nella Puglia, nel Molise e nell&#8217;Abruzzo, assoggettando al proprio dominio città, castelli con laghi, boschi e campagne. Decine di navi di proprietà del convento andavano e venivano da questi possedimenti alle Trèmiti, cariche dì ogni ben di Dio.</p>
<p>Poi, tanta potenza a poco a poco diminuì, e quando nel 1789 Ferdinando IV di Borbone soppresse l&#8217;abbazia, i Lateranensi se ne andarono e per qualche tempo le isole rimasero deserte.</p>
<p>A ripopolarle ci pensarono i Borbonì inviandovi dei « lazzaroni » (vagabondi: napoletani, i quali ci si trovarono tanto bene da metter su casa. E fu in questo modo che le due principali isole dell&#8217;arcipelago, San Nicola e San Dòmino, si animarono di abitanti i cui discendenti, oggi, non sono più dei, vagabondi ma dei bravi pescatori che parlano ancora il dialetto napoletano.</p>
<p>Fino al 1943, tuttavia, una visita alle isole era rattristata dalla presenza di prigionieri politici ivi confinati dal governo italiano. Oggi, scomparso anche quel brano ricordo, le Isole Trèmiti, festose di colori e di luce, accolgono il turista con attrattive che, a parte i conforti e le distrazioni della vita moderna, nulla hanno da invidiare alle tanto decantate bellezze di altre isole italiane più famose.</p>
<p><img class="alignnone wp-image-1419 size-full" src="http://www.isoletremitialbergorossana.it/wp-content/uploads/2017/01/555550_414545875248381_1839505378_n.jpg" width="708" height="529" srcset="https://www.isoletremitialbergorossana.it/wp-content/uploads/2017/01/555550_414545875248381_1839505378_n.jpg 708w, https://www.isoletremitialbergorossana.it/wp-content/uploads/2017/01/555550_414545875248381_1839505378_n-300x224.jpg 300w" sizes="(max-width: 708px) 100vw, 708px" /></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.isoletremitialbergorossana.it/abbazia-di-san-nicola/">ABBAZIA DI SAN NICOLA</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.isoletremitialbergorossana.it">Isole Tremiti Albergo Rossana Isola di San Domino</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>PERCHE&#8217; SCEGLIERE LE ISOLE TREMITI</title>
		<link>https://www.isoletremitialbergorossana.it/perche-scegliere-le-isole-tremiti/</link>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2017 07:16:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[@admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Isole Tremiti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.isoletremitialbergorossana.it/?p=1414</guid>
		<description><![CDATA[<p>NUMEROSE SONO LE ATTRATTIVE CHE LE ISOLE OFFRONO AI TURISTI. . Le splendide Cala delle Arene, Cala degli Inglesi, Cala Matano, presenti su S. Domino, possono essere raggiunte facilmente a piedi per trascorrere intere giornate al sole immergendosi in acque limpidissime e dai colori variopinti. Con piccole imbarcazioni, facilmente noleggiabili, è possibile allontanarsi dalle zone [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.isoletremitialbergorossana.it/perche-scegliere-le-isole-tremiti/">PERCHE&#8217; SCEGLIERE LE ISOLE TREMITI</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.isoletremitialbergorossana.it">Isole Tremiti Albergo Rossana Isola di San Domino</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="col-md-5">
<h2>NUMEROSE SONO LE ATTRATTIVE CHE LE ISOLE OFFRONO AI TURISTI.</h2>
<p align="justify"><strong>. Le splendide</strong> Cala delle Arene, Cala degli Inglesi, Cala Matano, presenti su S. Domino, possono essere raggiunte facilmente a piedi per trascorrere intere giornate al sole immergendosi in acque limpidissime e dai colori variopinti. Con piccole imbarcazioni, facilmente noleggiabili, è possibile allontanarsi dalle zone più affollate e raggiungere le restanti splendide calette che circondano le isole.<br />
<strong>. Si potranno ammirare, inoltre,</strong> le bellezze delle formazioni costiere modellate dalle onde quali scogli (Scoglio dell&#8217; Elefante), faraglioni (I Pagliai), archi naturali (l&#8217; Architiello), e le suggestive grotte qui presenti.<br />
<strong>La Grotta delle Viole</strong> con le rocce a picco, la Grotta delle Rondinelle, la Grotta del Sale laddove veniva nascosto il sale di contrabbando, la Grotta del Bue Marino lunga circa 70 m e antico rifugio della foca monaca con la sovrastante alta falesia denominata Ripa dei Falconi laddove nidificano il Falco della Regina, il Falco Pellegrino e le Diomedee.<br />
Questi ultimi uccelli, secondo la leggenda, rappresenterebbero l&#8217; incarnazione dei guerrieri di Diomede quì sepolto al ritorno della guerra di Troia. <strong>Nelle notti buie è possibile ascoltare il loro canto che, simile a grida e lamenti, è ritenuto il pianto dei guerrieri per il loro eroe perduto.</strong></p>
</div>
<div class="col-md-5">
<p align="justify">
<strong>. Il periplo delle isole</strong> che consente ai turisti la visione di tali bellezze costiere, è anche possibile a bordo di numerosi motoscafi che, riuniti in cooperativa, operano durante la stagione estiva.<br />
<strong>. Su S. Domino sono presenti alcuni Diving Center</strong> laddove è possibile, tra l&#8217;altro, prenotare delle visite guidate sia lungo i fondali più interessanti che circondano le isole sia nel sito laddove è stata immersa la <strong>statua di Padre Pio</strong>. Tale statua, realizzata dallo scultore Mimmo Norcia, è stata posizionata nell&#8217;Ottobre del 1998, sui fondali prossimi agli Scoglietti dell&#8217;isola di Caprara ad una decina di metri di profondità.<br />
<strong>Ma le Tremiti non sono solo mare.</strong><br />
Visitare <strong>S. Nicola</strong> significa rituffarsi nel passato, rivivere guardando le imponenti mura della Fortezza, la storia di una badia guerriera, sempre in lotta con i corsari saraceni e dalmati.<br />
Il <strong>Chiostro medioevale</strong>, quello Rinascimentale e la Chiesa di S. Maria a mare con il suo Polittico ligneo e il Crocifisso su tavola rappresentano soltanto alcune delle splendide opere architettoniche che possano essere ammirate sull&#8217; isola di S. Nicola.<br />
Tra le <strong>manifestazioni</strong> più importanti che nel periodo estivo si svolgono sulle Isole Tremiti, sono <strong>da segnalare:</strong><br />
una sagra di pasticceria e dolci tipici e un corteo storico medioevale a S. Nicola.</p>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.isoletremitialbergorossana.it/perche-scegliere-le-isole-tremiti/">PERCHE&#8217; SCEGLIERE LE ISOLE TREMITI</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.isoletremitialbergorossana.it">Isole Tremiti Albergo Rossana Isola di San Domino</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>ARCHIVIO ATTIVO ARTE CONTEMPORANEA</title>
		<link>https://www.isoletremitialbergorossana.it/archivio-attivo-arte-contemporanea/</link>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2017 07:14:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[@admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Isole Tremiti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.isoletremitialbergorossana.it/?p=1411</guid>
		<description><![CDATA[<p>“C’è un’isola chiamata Diomedea, dove si trovano numerosi aironi. Essi, a quel che si dice, non aggrediscono i Barbari, ma neanche li avvicinano. Se invece approda un Greco, per una sorta di dono divino si avvicinano spiegando le ali come fossero mani per accoglierli e abbracciarli. E se i Greci li toccano non fuggono, ma [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.isoletremitialbergorossana.it/archivio-attivo-arte-contemporanea/">ARCHIVIO ATTIVO ARTE CONTEMPORANEA</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.isoletremitialbergorossana.it">Isole Tremiti Albergo Rossana Isola di San Domino</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="col-md-5">
<p align="justify">“<strong>C’è un’isola chiamata Diomedea</strong>, dove si trovano numerosi aironi. Essi, a quel che si dice, non aggrediscono i Barbari, ma neanche li avvicinano. Se invece approda un Greco, per una sorta di dono divino si avvicinano spiegando le ali come fossero mani per accoglierli e abbracciarli.<br />
E se i Greci li toccano non fuggono, ma restano immobili e si lasciano toccare; e se si siedono, gli volano in grembo, quasi fossero invitati a banchetto.<br />
Sono, si dice, i compagni di Diomede, che presero parte con lui alla guerra di Troia. In seguito, essi mutarono la loro primitiva forma umana in quella di uccelli, anche se conservano tuttora la loro natura di Elleni e di filelleni”.</p>
</div>
<div class="col-md-5">
<h2></h2>
<p align="justify">“<strong>All’origine, dio fece l’indole delle donne in modi distinti</strong>.<br />
Una la fece da una scrofa dalle lunghe setole. Nella sua casa, ogni cosa è sparsa e rotola per terra, sudicia e senz’ordine; lei, poi, senza nemmeno lavarsi, con un vestito che non ha mai visto l’acqua, ingrassa acquattata su un letamaio&#8230; Un’altra (la fece) da una cagna&#8230; vera figlia di sua madre&#8230; Un’altra gli dèi Olimpii la plasmarono con la terra, e la diedero all’uomo per sua disgrazia&#8230; Un’altra (la fecero) da una donnola, razza funesta e sciagurata&#8230; Un’altra la generò una raffinata cavalla dalla lunga criniera”.</p>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.isoletremitialbergorossana.it/archivio-attivo-arte-contemporanea/">ARCHIVIO ATTIVO ARTE CONTEMPORANEA</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.isoletremitialbergorossana.it">Isole Tremiti Albergo Rossana Isola di San Domino</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>LA LEGGENDA DIOMEDEA e la Berta Maggiore</title>
		<link>https://www.isoletremitialbergorossana.it/la-leggenda-diomedea-e-la-berta-maggiore/</link>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2017 07:11:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[@admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Isole Tremiti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.isoletremitialbergorossana.it/?p=1408</guid>
		<description><![CDATA[<p>Diomede nacque nell’antica città greca di “Argos Hippium” da Tideo, re dell&#8217;Etolia, e da Deifile, figlia di Adrasto, re di Argo. Dopo la morte del re Adrasto, Diomede ebbe la signoria di Argo e diventò re dell’Etolia. Uomo alto e robusto, egli fu reputato dai greci il più forte ed il più valoroso in battaglia. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.isoletremitialbergorossana.it/la-leggenda-diomedea-e-la-berta-maggiore/">LA LEGGENDA DIOMEDEA e la Berta Maggiore</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.isoletremitialbergorossana.it">Isole Tremiti Albergo Rossana Isola di San Domino</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="col-md-5">
<p align="justify"><strong>Diomede</strong> nacque nell’antica città greca di “Argos Hippium” da Tideo, re dell&#8217;Etolia, e da Deifile, figlia di Adrasto, re di Argo. Dopo la morte del re Adrasto, Diomede ebbe la signoria di Argo e diventò re dell’Etolia.<br />
Uomo alto e robusto, egli fu reputato dai greci il più forte ed il più valoroso in battaglia. Partecipò alla guerra di Troia, che vinse con arte ed astuzia mirabili.<br />
Dopo l&#8217;eccidio compiuto nella città, da lui rasa al suolo, tornò in patria, adoperando come zavorra della sua nave le pietre delle mura troiane.<br />
Al suo ritorno, però, scoprì l&#8217;adulterio della moglie Egialea e fuggì con la sua flotta in Occidente.</p>
</div>
<div class="col-md-5">
<p align="justify">Durante una tempesta nel mar Adriatico le sue navi si ritrovarono casualmente presso le isole Tremiti alle quali, una volta sbarcato, Diomede diede il proprio nome.<br />
A questo mitico eroe, definito da Virgilio &#8220;Victor Gargani&#8221; è attribuita la fondazione di molte citta&#8217; della Daunia e del Promontorio, come Arpi, Lucera, Canosa e Venosa.<br />
<strong>Tante sono le leggende sulla sua morte, ma la piu&#8217; accreditata lo vede morto in un duello con il fratello per una questione amorosa e, conseguentemente, sepolto nelle isole Tremiti, nel luogo in cui oggi sorge l&#8217;Abbazia.</strong></p>
</div>
<div class="col-md-5">
<h2>LE DIOMEDEE DELLE ISOLE TREMITI</h2>
<p align="justify"><strong>La berta maggiore</strong> è una specie di uccello migratore caratteristica e tipica di questo arcipelago; le scogliere a picco sul mare, anfratti e caverne delle isole di S. Domino e Caprara, sono tra i luoghi preferiti da diverse decine di coppie che vi tornano, primavera dopo primavera, per farvi il nido ed allevare i piccoli.</p>
</div>
<div class="col-md-5">
<p align="justify"><strong>Al tramonto le coppie </strong>lasciano il mare e volano verso le scogliere dove nei rituali del corteggiamento e dell’accoppiamento emettono le famose grida sgraziate e roche scambiate in passato per lamenti funebri o per vagiti di neonati.<br />
<strong>La leggenda vuole</strong> che queste inquietanti grida, simili a lamenti umani, siano gemiti dei fedeli compagni di Diomede i quali, affranti dal dolore per la morte dell’eroe greco, piansero a tal punto da indurre la dea Afrodite a trasformarli in uccelli: da qui l’origine del nome Diomedee attribuito alle berte.</p>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.isoletremitialbergorossana.it/la-leggenda-diomedea-e-la-berta-maggiore/">LA LEGGENDA DIOMEDEA e la Berta Maggiore</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.isoletremitialbergorossana.it">Isole Tremiti Albergo Rossana Isola di San Domino</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ISOLA DI SAN DOMINO</title>
		<link>https://www.isoletremitialbergorossana.it/isola-di-san-domino/</link>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2017 07:05:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[@admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Isole Tremiti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.isoletremitialbergorossana.it/?p=1402</guid>
		<description><![CDATA[<p>l&#8217;orto di paradiso, così chiamata dai monaci benedettini, per la fertilità e spontaneità di fiori d’ogni colore, che tutto inghirlanda il villaggio, con la distesa pineta olezzante e ombrosa, che dirama sin sotto il mare, con acque limpide; frastagliata di cale, punte, scogli, mirabile quello dell&#8217;Elefante dalla forma che assume, grotte, stupende quelle delle Viole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.isoletremitialbergorossana.it/isola-di-san-domino/">L&#8217;ISOLA DI SAN DOMINO</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.isoletremitialbergorossana.it">Isole Tremiti Albergo Rossana Isola di San Domino</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="col-md-5">
<p align="justify"><strong>l&#8217;orto di paradiso</strong>, così chiamata dai monaci benedettini, per la fertilità e spontaneità di fiori d’ogni colore, che tutto inghirlanda il villaggio, con la distesa pineta olezzante e ombrosa, che dirama sin sotto il mare, con acque limpide; frastagliata di cale, punte, scogli, mirabile quello dell&#8217;Elefante dalla forma che assume, grotte, stupende quelle delle Viole e del Bue Marino, nei pressi del faro, che prima si avvista; accogliente nell&#8217;arenosa Spiaggia delle Arene, nella Cala Matano, nella Cala degli Inglesi, sotto i Pagliai, monoliti a forma di piramide somiglianti a veri pagliai, con entrata per mare.</p>
</div>
<div class="col-md-5">
<h2></h2>
<p align="justify">Si estende per 207 ettari, con periplo di Km. 9,700, una lunghezza di Km. 2,600 e altezza di m.116 alla punta della Cappella dell&#8217;Eremita.<br />
E&#8217; la più ricca di vegetazione e, a detta di molti, la più bella dal punto di vista paesaggistico e naturalistico. L&#8217;isola è in parte coperta da una pineta composta quasi esclusivamente da pini d&#8217;Aleppo che degrada, in molti punti, fino alle rocce che vanno a strapiombo sul mare. Il sottobosco, rigoglioso, è costituito da specie tipiche della macchia mediterranea, quali rosmarino, ginepro, lentisco, mirto e fillirea. Sull&#8217;isola sono presenti colture di viti e di olivi.<br />
Delle isole dell&#8217;arcipelago San Domino è la più completa nell&#8217;offerta turistica.</p>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.isoletremitialbergorossana.it/isola-di-san-domino/">L&#8217;ISOLA DI SAN DOMINO</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.isoletremitialbergorossana.it">Isole Tremiti Albergo Rossana Isola di San Domino</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>Tributo a Lucio Dalla</title>
		<link>https://www.isoletremitialbergorossana.it/tributo-a-lucio-dalla-isole-tremiti/</link>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2017 06:29:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[@admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Isole Tremiti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.isoletremitialbergorossana.it/?p=1396</guid>
		<description><![CDATA[<p>COME È PROFONDO IL MARE &#8211; INTERVISTA A LUCIO DALLA Le acque cristalline, la trasparenza dei fondali, il cielo stellato e le romantiche calette: le isole Tremiti rivivono nelle canzoni di Lucio Dalla, perché è da questi luoghi che il cantautore ha tratto ispirazione per la sua musica Dice che era un bell&#8217;uomo e veniva, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.isoletremitialbergorossana.it/tributo-a-lucio-dalla-isole-tremiti/">Tributo a Lucio Dalla</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.isoletremitialbergorossana.it">Isole Tremiti Albergo Rossana Isola di San Domino</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>COME È PROFONDO IL MARE &#8211; INTERVISTA A LUCIO DALLA</h2>
<p align="justify"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1397" src="http://www.isoletremitialbergorossana.it/wp-content/uploads/2017/01/lucio-dalla-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.isoletremitialbergorossana.it/wp-content/uploads/2017/01/lucio-dalla-300x300.jpg 300w, https://www.isoletremitialbergorossana.it/wp-content/uploads/2017/01/lucio-dalla-150x150.jpg 150w, https://www.isoletremitialbergorossana.it/wp-content/uploads/2017/01/lucio-dalla.jpg 705w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Le acque cristalline</strong>, la trasparenza dei fondali, il cielo stellato e le romantiche calette:<br />
<strong>le isole Tremiti rivivono nelle canzoni di Lucio Dalla</strong>, perché è da questi luoghi che il cantautore ha tratto ispirazione per la sua musica<br />
<strong>Dice che era un bell&#8217;uomo e veniva, veniva dal mare&#8230;</strong> E ancora adesso che gioco a carte e bevo vino per la gente del porto mi chiamo Gesù Bambino..&#8221;.</p>
<p>&#8220;<strong>Non è una canzone autobiografica</strong> vera e propria ma mi piace pensare che quell&#8217;uomo possa essere io, venuto dal mare, dal mare del Sud che sa amare. Quel sud sono le Tremiti&#8221;. Non ha esitazioni Lucio Dalla, autore di 4 marzo 1943, nello scegliere le Tremiti come le sue isole preferite.</p>
<p>&#8220;<strong>Qui ho passato le mie estati sin da bambino</strong> e troppi ricordi mi legano a questi luoghi&#8221;. Ma non è solo un motivo affettivo che spinge il cantautore bolognese a tornare, quando può, in quest&#8217;eden terrestre. &#8220;Tremiti è un posto estremo, il mio posto dell&#8217;anima &#8211; spiega &#8211; Il mio karma è diviso tra isola e città.</p>
<p>E se <strong>Bologna rappresenta il volto urbano</strong> di questa appartenzenza, <strong>le Tremiti sono quello più intimo</strong>. Mi sento tremitese d&#8217;adozione, i difetti degli abitanti si sommano con i miei, così come i loro pregi&#8221;.</p>
<p><strong>Un amore così forte</strong> tanto da decidere di trascorrere sull&#8217;isola molti giorni dell&#8217;anno. Ha una casa che si affaccia sul mare, proprio su Cala Matana a San Domino (quella stessa caletta che ha dato il titolo alla canzone <strong>Luna Matana</strong> che ricorda i pleniluni sulla baia) e di recente, ha acquistato un&#8217;antica farmacia a San Nicola per farne un altro suo &#8220;rifugio&#8221;.</p>
<p>Spesso anche la barca &#8220;<strong>Brilla e Billy&#8221;</strong> (dal nome dei suoi cani), con i suoi ventiquattro metri, fa bella mostra di sè al porticciolo, attrezzata di tutto punto per essere un vero studio di registrazione galleggiante. La popolazione ha ricambiato la fedeltà al cantautore, attribuendogli la cittadinanza onoraria.</p>
<p>Del resto <strong>Dalla è un vero isolano</strong>: prodigo di sorrisi e di battute, parla con chiunque e, per nulla infastidito, firma autografi a tutti. A raccoglierne per noi i ricordi c&#8217;è un suo vecchio amico: è Giacomo Napolitani che ha seguito il cantante per oltre venti anni. &#8220;Avevo un ristorante &#8211; ci dice &#8211; e lui, che era ancora all&#8217;inizio della sua carriera, era un mio buon cliente. Poi un giorno mi chiese di mollare tutto e seguirlo. Accettai subito e così divenni il suo uomo di fiducia.</p>
<p>Ancora oggi faccio da custode alla sua casa e, a volte, mi diverto a cucinare per lui&#8221;. Anche Tonino Santoro, proprietario della storica discoteca Diomede, must dell&#8217;isola di San Domino racconta di complicità fortissime. &#8220;Con<strong>Lucio</strong> &#8211; <strong>ci dice Tonino</strong>, appassionato di musica e anche compositore &#8211; parlo di tutto, scherziamo e spesso gli faccio ascoltare i brani che io scrivo. Non di rado intona qualche sua canzone nel mio locale.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1398" src="http://www.isoletremitialbergorossana.it/wp-content/uploads/2017/01/lucio-dalla-isole-tremiti-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" srcset="https://www.isoletremitialbergorossana.it/wp-content/uploads/2017/01/lucio-dalla-isole-tremiti-300x201.jpg 300w, https://www.isoletremitialbergorossana.it/wp-content/uploads/2017/01/lucio-dalla-isole-tremiti.jpg 450w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Il sogno di molti tremitesi</strong> è quello che un giorno proprio Dalla possa essere il nostro sindaco, magari quando sarà meno impegnato con la musica&#8221;. Già la musica, quella che, per molte delle sue canzoni, ha tratto ispirazione proprio da questi luoghi. Qui sono nate Com&#8217;è profondo il mare, 4 marzo 1943, Luna Matàna o il musical Tosca.</p>
<p>&#8220;<strong>Questo posto &#8211; continua Dalla</strong> &#8211; favorisce il mio modo visionario di raccontare il mondo e poi aiuta a sognare, soprattutto quando c&#8217;è un meraviglioso cielo stellato che puoi vedere uguale solo nel Sahara. Un solo consiglio: bisogna vivere le Tremiti lasciandosi trasportare dai ritmi naturali, solo così si potranno amare nella loro interezza&#8221;.</p>
<p><strong>Le Tremiti dunque si vivono, non si visitano.</strong> E si vivono a piedi (non è possibile portare le auto, a meno che non si sia residenti), anche perché hanno davvero dimensioni ridotte. San Domino, ad esempio, si estende in soli tre chilometri di lunghezza, ma è un concentrato di meraviglie.</p>
<p><strong>Tra un tuffo in acque cristalline e un bagno di sole</strong> in una delle tante romantiche calette (da non perdere Cala Matana, Cala della Tramontana, Cala delle Arene, l&#8217;unica spiaggetta dai fondali bassi) c&#8217;è tanto da scegliere. Sembra una meta esotica. Quasi non ci si crede, guardando le trasparenze dei fondali, dalle sfumature di verde chiaro, blu e turchese, che sia mare Adriatico.</p>
<p>Certo non bisogna aspettarsi l&#8217;efficienza dei servizi turistici della Romagna, ma <strong>le Tremiti sono una meta ideale per chi cerca una vacanza in piena libertà a contatto con la natura.</strong> Nessun altro posto offre la stessa atmosfera calda e genuina.</p>
<p><strong>L&#8217;arcipelago tremitese è natura aspra e selvaggia e la sua bellezza è proprio nel fascino bucolico</strong> (è anche Riserva Naturale Marina costituita nel 1989, all&#8217;interno del Parco Nazionale del Gargano.</p>
<p><strong>Sin dall&#8217;arrivo</strong>, in una sorta di mercato, giovani e barcaioli offrono tour in barca, minicrociere in traghetto, noleggio di gommoni, escursioni varie. Il tutto alla scoperta di insenature e grotte. Come la Grotta del Bue Marino, un tempo rifugio della foca marina, lunga 70 metri che si può attraversare in barca. O ancora la Grotta delle Viole, che prende il nome dal riflesso violaceo che assume la roccia calcarea, soprattutto all&#8217;alba.</p>
<p><strong>Da vedere</strong> anche lo scoglio dell&#8217;elefante: con un po&#8217; di fantasia si riconosce un pachiderma accasciato con la proboscide immersa nell&#8217;acqua. E L&#8217;Architiello di Caprara, roccia scolpita come ponte naturale dall&#8217;erosione marina, con la sua spettacolare volta alta sei metri sul pelo dell&#8217;acqua.</p>
<p><strong>La gente del luogo consiglia</strong> alle coppie di passarvi sotto, perché la tradizione vuole che le promesse d&#8217;amore scambiate in quel punto godano di durata eterna. Il mare, nei pressi dell&#8217;isola di Caprara, tra i tanti misteri di anfratti inesplorati, custodisce un segreto: la statua di Padre Pio, a circa 12 metri di profondità, opera dello scultore Mimmo Norcia. Infine da non perdere un&#8217;escursione a San Nicola, il capoluogo amministrativo delle isole.</p>
<p><strong>Il suo centro antico,</strong> con i numerosi scalini (vi è la possibilità di salire in ascensore al costo di un euro), s&#8217;affaccia su una rupe da dove, con lo sguardo, è possibile spaziare fino a perdersi e inebriarsi di colori e profumi. Dal tramonto all&#8217;alba è tutto un brulicare di voci, veri inni allo stupore man mano che l&#8217;occhio del turista scopre gli scorci che si aprono percorrendo i vicoli e i sentieri ombreggiati dalla fitta trama delle case.</p>
<p>Ancor di più, in questo posto, <strong>si sente l&#8217;aura di un luogo senza tempo </strong>e si può ascoltare dagli abitanti ancora un dialetto arcaico, molto simile a quello napoletano settecentesco.</p>
<p>Qui si possono visitare il <strong>convento-castello dei Frati benedettini</strong> e l&#8217;Abbazia di Santa Maria a Mare, definita la Montecassino del mare per la sua imponenza, che conserva mosaici pavimentali dell&#8217;XI secolo e un crocifisso del XIII secolo.</p>
<p><strong>Le mura dell&#8217;abbazia</strong> sono anche teatro del mega concerto che Lucio Dalla, da qualche anno a fine giugno, organizza per la cittadinanza, insieme ad altri big, regalando all&#8217;isola una notte di sogni e di magia.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.isoletremitialbergorossana.it/tributo-a-lucio-dalla-isole-tremiti/">Tributo a Lucio Dalla</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.isoletremitialbergorossana.it">Isole Tremiti Albergo Rossana Isola di San Domino</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
	</channel>
</rss>
